Vacanze in Calabria, mare Tropea, casa vacanze Tropea

Vacanze in Calabria, mare Tropea, casa vacanze Tropea. Comune, nella maggior parte, a quello di tutta l'Italia meridionale, il patrimonio folcloristico della Calabria, che trae le sue origini dall'intreccio delle manifestazioni magico-religiose delle antiche culture dei Bruzi e della Magna Grecia, si distingue per alcune manifestazioni tipiche. Ricchissimo è il numero delle feste religiose, fra cui eccellono quelle dedicate all'Assunta o più in generale collegate al culto della Madonna e celebrate, specie in maggio, agosto e settembre, in molti santuari; quelle dedicate al Crocifisso e quelle patronali che onorano in particolare San Francesco di Paola, San Rocco, Sant'Eufemia, i Santi Cosma e Damiano . Il repertorio dei festeggiamenti comprende, fra l'altro, l'immancabile concerto della banda musicale e gli spettacoli di fuochi artificiali, spesso grandiosi e di altissimo costo, ma è qualificato talvolta da manifestazioni singolari, come: le danze di coloratissimi “giganti” di cartapesta; la “danza dei ceri” di Plataci, eseguita portando sul capo ceste (cinte) sormontate da una corona di candele; la processione degli spini a Palmi, nella quale uomini a torso nudo, piedi scalzi e mani giunte incedono sotto una cappa di spini (una corona per le donne); il “ballo dell'asino” a Roghudi. Molto sentite sono pure le grandi feste annuali: la Pasqua, con processioni cui a volte partecipano i vattienti coronati di spine, i quali alla maniera dei flagellanti medievali si torturano con spilli e punte di vetro infissi in un pezzo di sughero, e il Natale. Anche il Carnevale vive la sua rituale kermesse, con la simbolica rappresentazione in costume dei mesi e del Capodanno a San Sosti. Nel ciclo della vita umana spiccano taluni residui di usanze legate al fidanzamento e al matrimonio (una scapellata o strappo del fazzoletto dal capo della ragazza prescelta in sposa fungeva da simbolico atto compromissorio, così come compromissorio e risolutivo è il rapimento fisico della futura sposa). Profondamente sentita è la manifestazione del lutto: prima attraverso le lamentazioni delle prefiche, il cui pianto funebre (rèpitu) spesso attinge ad alto livello poetico, e con l'annuale lamento ripetuto dagli stessi familiari sulla tomba del morto il giorno di commemorazione dei defunti. L'artigianato presenta tuttora aspetti di vivo interesse folcloristico ed è ampiamente documentato nel Museo di etnologia e folclore calabrese di Palmi. Famosi i tappeti di San Giovanni in Fiore e di Longobucco, i tessuti di lana e di seta (come le pezzare del Cosentino e il vancale, o scialle, di Tiriolo) e le ceramiche (anfore, orcioli, piatti, ecc., specie nella zona di Seminara). Conocchie intagliate secondo forme di antica ascendenza mediterranea, posate e altri utensili di legno sono i prodotti di un'ormai pressoché scomparsa arte dei pastori. Di eccezionale interesse, sebbene molto in disuso, sono i costumi tradizionali, soprattutto quelli femminili, di cui una preziosa raccolta è al Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari di Roma. Essi sono tuttora indossati anche nei giorni di lavoro dalle pacchiane (la contadina o la donna di modeste condizioni), soprattutto nell'area silana, nella fascia che va da Sant'Eufemia Lamezia a Nicastro e Tiriolo, nelle aree di Luzzi e di Bagnara. Tuttora identici ai modelli importati dai Paesi d'origine sono i costumi in uso nei centri fondati o ripopolati fra il Quattrocento e il Cinquecento da colonie di profughi albanesi (Spezzano Albanese, San Martino di Finita, Lungro, ecc.), dove sopravvivono anche canti, danze e altri usi originari, e i costumi, soprattutto femminili, dell'isola etnico-linguistica valdese di Guardia Piemontese, dove sussistono, portati dagli antichi profughi piemontesi, il dialetto gallo-italico e varie manifestazioni di poesia popolare.

Consigli su Vacanze in Calabria, mare Tropea, casa vacanze Tropea



 

 
Su un'imponente rupe in arenaria, in una magnifica posizione tra il Golfo di Sant'Eufemia e quello di Gioia Tauro, sorge Tropea, uno dei centri più pittoreschi e artisticamente interessanti della provincia di Vibo Valentia.Dalle origini assai antiche, il suo territorio conserva tracce di stanziamenti preistorici, ma anche testimonianze di frequentazioni greche e romane; Tropea possiede uno dei centri storici più belli e meglio conservati della regione.
Nella cittadina si possono ammirare la cattedrale Normanna del XI sec., le chiese di S.Francesco e di Santa Maria della neve, oltre a quella assai suggestiva di S.Maria dell'Isola, che sorge ai piedi della città, su una lingua di terra protesa verso il mare.
Dai belvedere del terrazzo su cui sorge il nucleo urbano più antico, si possono ammirare un'acqua limpida e straordinariamente azzurra, che si infrange su scogliere frastagliate da spiagge bianche e meravigiose insenature: tutto intorno fertili e ondulate colline, sulle quali si distendono ampi agrumeti, uliveti e vigneti.
Molto rinomati, infine, l'artigianato e la gastronomia, che si distingue soprattutto per i piatti di tradizione marinara.






 
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