Casa vacanze a Tropea

La Casa di Ulisse: Casa vacanze a Tropea. Storia
Anticamente abitata da gente di stirpe ligure-iberica, fu successivamente sede di una fiorentissima civiltà originata dalla migrazione greca che vi si diresse a partire dal sec. VIII a. C. fondando ricche e prospere colonie. Conquistata poi dai Romani (sec. II a. C.) e passata ad Annibale nel corso della II guerra punica, dopo la battaglia di Zama fu nuovamente sottomessa. Presidiata da colonie romane (Crotone e Tempsa, 194 a. C.; Ipporno, 192 a. C.) e attraversata dalla strada Capua-Reggio, che avrebbe dovuto più facilmente legarla alla capitale, fu nuovamente sconvolta dall'insurrezione di Spartaco che vi si rifugiò nel 71 a. C. e la percorse in lungo e in largo arruolando seguaci dappertutto. Prostrata poi dalla malaria e da una profonda crisi economica aggravatasi alla fine dell'impero, la regione trovò qualche tranquillità e benessere solo ai tempi di Teodorico (494-526) e di Cassiodoro, che con Vivarium diede origine a uno dei primi centri monastici dell'Occidente. Passata quindi ai Bizantini (guerra greco-gotica, 535-553) e parzialmente occupata dai Longobardi di Benevento e di Salerno (sec. IX), ritornò tutta in mano ai Greci per opera di Niceforo Foca, il quale insieme ai Longobardi scacciò dalla regione anche i Saraceni che a partire dall'840 vi avevano stabilito numerose basi lungo la costa (Siberene, l'odierna Santa Severina, Tropea, Amantea, ecc.). Tuttavia il dominio bizantino, dopo essere stato vanamente attaccato da Ottone II (982), cadde facilmente sotto i colpi dei Normanni che ne portarono a termine la conquista in soli dieci anni (1050-60). Il loro governo ordinato e sicuro, la riapertura dei traffici marittimi e terrestri, l'appoggio alla latinizzazione del clero e al monachesimo benedettino favorirono una notevole ripresa della regione che continuò poi anche sotto gli Svevi (1214-66) grazie soprattutto a Federico II. La dominazione degli Angioini segnò invece un periodo di grande depressione per il diffondersi del latifondo di tipo feudale e di esose tassazioni che furono continuate e inacerbite anche sotto gli Aragonesi. Di qui, perciò, le numerose rivolte fra cui soprattutto famose quella guidata da Antonio Centiglia (1458-59) e ferocemente repressa da Ferdinando I d'Aragona e quelle, posteriori, di Tommaso Campanella (1599) e di Masaniello (1647). Sotto il governo spagnolo, infatti, a causa del crescente strapotere dei baroni locali, la situazione economica e politica andò peggiorando e aumentò perciò il malcontento del popolo. Non venne però mai meno la fede quasi mistica nel re (visto appunto come supremo difensore nei confronti dei baroni) e fu probabilmente a essa che in gran parte si dovette il notevole contributo che i Calabresi diedero alle bande legittimiste del cardinale Ruffo contro le forze della Repubblica Partenopea (1799) e dei fratelli Bandiera (1844). Notevole, d'altra parte, fu il contributo della regione all'organizzazione carbonara e alle lotte del Risorgimento: nel 1848 divampò infatti un'ennesima anche se vana rivolta contadina, a cui tennero poi dietro i moti scoppiati nel 1860 allo sbarco di Garibaldi a Melito di Porto Salvo che segnò la rapida caduta di tutta la regione e la sua annessione all'Italia. Successivamente teatro della sfortunata spedizione garibaldina dell'Aspromonte (1862) e della spietata repressione del brigantaggio (1861-66), la Calabria dovette sopportare a lungo, dopo l'unità, una triste condizione di arretratezza e di povertà che per la complessità delle sue cause è ben lontana ancora dall'essere stata completamente superata

Casa vacanze a Tropea



 

 
Su un'imponente rupe in arenaria, in una magnifica posizione tra il Golfo di Sant'Eufemia e quello di Gioia Tauro, sorge Tropea, uno dei centri più pittoreschi e artisticamente interessanti della provincia di Vibo Valentia.Dalle origini assai antiche, il suo territorio conserva tracce di stanziamenti preistorici, ma anche testimonianze di frequentazioni greche e romane; Tropea possiede uno dei centri storici più belli e meglio conservati della regione.
Nella cittadina si possono ammirare la cattedrale Normanna del XI sec., le chiese di S.Francesco e di Santa Maria della neve, oltre a quella assai suggestiva di S.Maria dell'Isola, che sorge ai piedi della città, su una lingua di terra protesa verso il mare.
Dai belvedere del terrazzo su cui sorge il nucleo urbano più antico, si possono ammirare un'acqua limpida e straordinariamente azzurra, che si infrange su scogliere frastagliate da spiagge bianche e meravigiose insenature: tutto intorno fertili e ondulate colline, sulle quali si distendono ampi agrumeti, uliveti e vigneti.
Molto rinomati, infine, l'artigianato e la gastronomia, che si distingue soprattutto per i piatti di tradizione marinara.






 
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